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mercoledì 4 febbraio 2015

Musei

Museo Diocesano

Mazara del Vallo mette a disposizione dei suoi visitatori diversi spazi mussali aperti tutto l’anno: il Museo Diocesano, il Museo Ornitologico, il Mirabilia Urbis, il Museo del Satiro, la Galleria d’Arte Moderna Santo Vassallo…

Il museo Diocesano custodisce una preziosa e varia collezione di argenti e suppellettili liturgiche di maestri artigiani trapanesi e palermitani, spagnoli e toscani che vanno dal XIV al XIX secolo. Queste opere provengono da vari centri della Diocesi, in particolare da Mazara, Salemi e Castelvetrano.

Museo Ornitologico
La collezione, di tran pregio, dei soggetti del Museo Faunistico Comunale è costituito da 377 esemplari di cui 11 mammiferi ed il resto volatili. Il museo è divenuto negli anni meta scientifico culturale di intere scolaresche di turisti e di studiosi che vengono ad ammirare i diversi esemplari di volatili.
Mirabilia Urbis
La chiesa di San Bartolomeo, costruita nel 1601, fu sede dell’omonima confraternita. Oggi è stata restaurata e destinata a spazio espositivo. Attualmente ospita l’allestimento Mirabilia Urbis dove sono esposti reperti archeologici vari, provenienti da tutto il territorio mazarese che costituiscono il Museo Civico.

Museo del Satiro
Il Satiro Danzante è una statua in bronzo e piombo risalente al III-IV secolo a.C. ritrovata nel Canale di Sicilia nella primavera del 1998.

L’opera, di dimensioni maggiori del vero, pari ad un modello in posizione stante di 2,5 metri di altezza circa, potrebbe essere un originale di età ellenistica. Al momento del recupero si parlò di una figura di Eolo, per via dell’impetuoso movimento e delle orecchie aguzze che conosciamo nella personificazione dei Venti. La qualifica di “Satiro in estasi” nacque dal confronto con le innumerevoli riproduzioni antiche su gemme e rilievi che completano il gesto e gli attributi.

Una volta scartata l’ipotesi che potesse trattarsi di Eolo, la statua venne identificata come un Satiro, personaggio facente parte del corteo di Dioniso, dio del vino e dei piaceri carnali. Quasi sicuramente il Satiro faceva parte di un gruppo statuario raffigurante altri Satiri e Menadi e forse lo stesso Dioniso, nel corso di una sfrenata danza orgiastica. Il giovane Satiro è raffigurato mentre danza vorticosamente, flesso sul fianco destro, con il capo innaturalmente rivolto verso l’alto.
La pregevole fattura della statua si evince, oltre che dalla raffinata
esecuzione, anche dal particolare della deformazione dei lineamenti del volto, indotta dalla danza vorticosa che fa anche ondeggiare la fluente chioma, conferendo al Satiro un fascino particolare.

In onore di questo prestigioso ritrovamento è stato istituito il Museo del Satiro presso un contenitore architettonico interessantissimo: l’ex chiesa di sant’Egidio, risalente ai primi del 400, dotata di una cupola poggiata su di un tamburo ottagonale. Nel museo sono esposti anche altri reperti archeologici provenienti da scavi e campagne di ricerca che si sono svolte nelle acque antistanti la costa di Mazara del Vallo, come la “Zampa di Elefante”

4 febbraio 2015

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